Esche per topi: dopo quanto muoiono?

Veleni ed esche per topi: dopo quanto muoiono? Se cerchi la risposta a questa domanda, leggi la mia guida.

Il problema dei topi in casa è una questione che affligge molte persone, specialmente in luoghi dove si accumulano rifiuti o in case vecchie e disabitate. Questi roditori possono causare danni materiali significativi e rappresentare un rischio per la salute umana, essendo vettori di malattie. Per questo motivo, l’utilizzo di veleni ed esche per l’eliminazione dei topi è diventato molto comune.

Tuttavia, è importante capire come funzionano questi mezzi di controllo dei roditori e quanto tempo ci vuole perché abbiano effetto. In questa guida, vedremo più da vicino le esche e i veleni per topi, cercando di rispondere alla domanda: dopo quanto tempo muoiono i topi dopo l’ingestione di tali sostanze?

Esche per topi: dopo quanto tempo muoiono?

Capire quanto tempo impiega un topo per morire dopo aver ingerito esche avvelenate è una questione delicata e varia notevolmente a seconda del tipo di veleno utilizzato. È importante sottolineare che l’uso di veleni deve avvenire in modo responsabile e sempre nel rispetto della normativa vigente, poiché questi prodotti possono avere effetti collaterali anche su animali domestici e fauna selvatica non target.

Generalmente, i rodenticidi, cioè i veleni usati per controllare le popolazioni di topi, funzionano interferendo con i sistemi vitali dell’animale, come ti ho spiegato nella mia guida su come agisce il veleno per topi in bustine (ma vale anche per il grano e i blocchetti). Il tempo che ci vuole perché un topo muoia dopo l’ingestione di un rodenticida può variare da poche ore ad alcuni giorni, e ciò dipende dalla quantità ingerita e dal tipo specifico di veleno.

Un esempio di rodenticida comunemente usato è il warfarin, un anticoagulante che causa emorragie interne. I topi che mangiano esche contenenti warfarin di solito non muoiono immediatamente. Lo stesso discorso vale per il bromadiolone, a sua volta una delle sostanze più diffuse nelle esche per topi.

Possono passare da 3 a 7 giorni prima che il veleno influenzi completamente la loro capacità di coagulare il sangue, portando alla morte per emorragie interne. Questo ritardo è intenzionale, così i topi non associano il malessere all’esca e continuano ad ingerirla, aumentando l’efficacia del veleno nel controllare tutta la popolazione.

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Nota: potrebbe interessarti l’articolo dove ti spiego cosa fanno i topi dopo aver mangiato il veleno.

Un altro tipo di rodenticida sono i composti di bromethalin, che agiscono più rapidamente rispetto al warfarin. I topi che consumano esche avvelenate con bromethalin possono iniziare a mostrare segni di malattia entro un giorno e di solito muoiono entro pochi giorni. Il bromethalin è un neurotossico che causa edema cerebrale (gonfiore del cervello), portando rapidamente a paralisi e morte.

I rodenticidi a base di brodifacoum e difenacoum sono simili al warfarin nel loro meccanismo d’azione, ma sono molto più potenti e hanno un effetto più duraturo. Questi possono richiedere una singola dose per uccidere un topo e la morte può verificarsi da uno a due giorni dopo l’ingestione, fino a due settimane dopo, a seconda della dose. Se ti stai chiedendo quanto veleno deve mangiare un topo per morire, anche in questo caso ho scritto una guida apposita.

È cruciale ricordare che queste sostanze non solo sono pericolose per i topi, ma possono anche essere dannose se ingerite da altri animali, compresi gli animali domestici o la fauna selvatica. La sicurezza deve essere sempre la priorità, e l’impiego di queste esche dovrebbe avvenire in punti inaccessibili agli animali non target e ai bambini, usando le scatole nere per topi, note anche come stazioni di avvelenamento.

Un punto importante da considerare è che la morte non è istantanea. I topi dopo l’ingestione dell’esca avvelenata non muoiono sul posto ma si allontanano prima che il veleno faccia effetto (leggi la mia guida su dove muoiono i topi avvelenati), il che può causare problemi se muoiono in aree dove il corpo non può essere facilmente trovato e rimosso, portando a odori sgradevoli e al rischio di secondaria esposizione ai veleni per altri animali che possono mangiare i resti.

Infine, è fondamentale sottolineare che l’uso di rodenticidi dovrebbe essere considerato solo dopo aver tentato metodi di controllo dei roditori non chimici, come le trappole a gabbia, che sono sistemi più umani e meno rischiosi per l’ambiente.

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Anche gli ultrasuoni per topi funzionano, e sono efficaci per tenere lontani questi parassiti dalle nostre abitazioni. Agiscono in questo modo: gli ultrasuoni emessi da questi dispositivi infastidiscono i topi, che di conseguenza scappano dal luogo in cui si trovano per non fare ritorno. Inoltre, non danno fastidio né ai cani, né ai gatti né agli esseri umani.

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Quando si utilizzano i rodenticidi, è essenziale seguire le istruzioni del produttore attentamente, usare l’esca in maniera sicura e monitorare l’area trattata per assicurarsi che il problema dei roditori sia risolto in modo efficace e responsabile.

Conclusioni

Dunque, i rodenticidi possono essere strumenti efficaci per controllare le popolazioni di topi, ma il loro uso richiede cautela, rispetto per la legge e considerazione per l’impatto sull’ambiente circostante. La morte non è immediata e il tempo necessario affinché i topi muoiano dopo l’ingestione di esche avvelenate varia in modo significativo in base al tipo di veleno utilizzato, quindi serve anche una certa dose di pazienza.

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Foto dell'autore

Gabriele Li Mandri

Mega esperto di topi. Insieme a mio papà Enzo, lottiamo da anni contro questi maledetti roditori. Abbiamo un appezzamento di campagna a Calatafimi (Sicilia), e abbiamo imparato a difenderci dai topi e dai ratti utilizzando la qualsiasi, dalle trappole agli ultrasuoni, passando per i veleni!

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